Natura Armonia e Benessere

Massaggio Sonoro Armonico  
con le Campane Tibetane 
esclusivamente su prenotazione. 
Organizziamo anche corsi per 
operatori di massaggi sonori armonici 12072694_1504995756491502_4629032005400225822_n

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 380x285-cz5tProgramma degli incontri Yoga

Introduzione ed esperienza di meditazione spontanea. Cenni storici sul Guru Shri Mataji. Il nostro corpo sottile energetico (Chakras e Nadis). La kundalini e significato della meditazione. Lavoro vibratorio su Chakras e canali energetici (Nadis). Uso degli elementi. Canto di Bhajans (canti devozionali semplici) e Mantras cantati. Bija Mantras (monosillabici) e Mantras più complessi. Musica Indiana, suoni e musicoterapia. Canto delle note della scala musicale Indiana abbinate a Chakras corrispondenti. Uso delle Campane Tibetane e loro effetto su corpo fisico ed energetico.

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Il nostro yoga consiste in una serie di tecniche meditative, che ci permettono di constatare autonomamente e su noi stessi l’efficacia del metodo stesso. L’effetto più immediato della meditazione è un senso di piacevole calma e benessere interiore. Durante l’orario di lezione, si fanno esercizi pratici di meditazione, in posizione comoda, da seduti, anche su una sedia. Gli esercizi non comportano alcuno sforzo fisico e sono pertanto accessibili a tutti. A volte si fa lavoro vibratorio sul corpo sottile (Chakras e canali energetici), spiegando gli argomenti del giorno. Sono previsti uso di Mantras (suoni che attivano energie particolari) e canti devozionali (Bhajans). La semplicità del metodo, specialmente rapportato alle difficoltà ed alle pretestuose complicazioni della vita moderna, inducono a pensare che questo Yoga sia una cosa da poco, ma se si avrà il piacere di dare un po’ di spazio a questo Yoga, e quindi al nostro benessere,  si potrà scoprire in pochi mesi la sua maestosa potenzialità, e si  avranno molti benefici.

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 Gli otto stadi dello Yoga di PATANJALI

Patanjali, uno dei più riveriti santi indiani, è ritenuto il massimo studioso dello Yoga, sentiero per raggiungere l’unione con Dio. La sua data di nascita non è certa, alcuni esperti ritengono che sia vissuto circa 10.000 anni prima della nascita di Cristo. Patanjali mise in forma scritta insegnamenti che fino ad allora erano stati tramandati oralmente, e per questo viene considerato il fondatore dello Yoga. Il suo insegnamento è contenuto in una serie di aforismi che spiegano come, con il controllo del Sè, la padronanza della mente e della sua attitudine (vritti), si possa arrivare all’intima unione con il Divino. Patanjali indica al praticante 8 stadi dello Yoga, cioè gli otto passi che conducono all’unione con il Paramatma.

1)    Yama sono i comandamenti morali universali. Sono i cinque “freni” del l’etica dello Yoga:

  • · Ahimsa: non-violenza, astensione dall’infliggere a qualsiasi essere vivente qualunque tipo di male, sia esso fisico, o psicologico.
  • · Aparigraha: distacco, non-attaccamento, astensione dalla bramosia del possedere.
  • · Asteya: onestà, astensione dalla cupidigia, liberazione dall’avidità.
  • · Brahmacharya: castità (intesa anche come purezza morale).
  • · Sathya: verità, aderenza al vero, sincerità (soprattutto con se stessi).

2)   Con Niyama si intendono le regole dell’autopurificazione.

  • · Saucha: pulizia, salute fisica, purezza;
  • · Santosa: appagamento, felicità della mente, l’accontentarsi;
  • · Tapas: fervore nel lavoro, desiderio ardente di evoluzione spirituale, anche penitenza;
  • · Svadhyaya: studio di sé stessi, ricerca interiore;
  • · Ishvara Pranidhana: abbandonarsi alla Divinità, la resa al Signore di tutte le nostre azioni.

3)        L’asana per Patanjali è la posizione seduta per meditare. Patanjali dedica tre soli sutra agli asana. Ne riportiamo uno, Sutra (II.46): “Sthira sukham asanam”: la postura deve essere stabile e comoda. L’ āsana è stabilità nel benessere. Queste āsana, (posizioni o posture), sono utilizzate in particolare nello Hatha Yoga. La funzione delle asana è volta, attraverso l’assunzione di diverse posizioni del corpo, ad ottenere un beneficio psico-fisico. Le asana conosciute sono alcune migliaia; ciascuna di esse porta un nome derivato dalla natura (soprattutto animali), o dalla mitologia induista. Il testo tecnico e dettagliato che si occupa delle asana é lo Hatha-Yoga Pradipika dove però troviamo come premessa: “l’Hatha Yoga è la scala per il Raja Yoga“, è cioè una preparazione alla meditazione.

4)   Il Pranayama (controllo del respiro) è il quarto stadio dello Yoga, secondo lo Yogasutra di Patanjali. Pranayama e Pratyahara (ritiro della mente dagli oggetti dei sensi), sono conosciuti come le ricerche interiori (antaranga sadhana) ed insegnano come controllarci e liberare i nostri sensi dalla schiavitù verso gli oggetti di desiderio. La parola Pranayama è formata da Prana (respiro, vita, energia, forza) e da Ayama (lunghezza,controllo, espansione). Il suo significato è quindi di controllo ed estensione del respiro (energia vitale).

5)   Per Pratyahara si intende l’emancipazione della mente, il suo ritiro dagli oggetti dei sensi. La ritrazione dei sensi si ottiene distaccando l’attenzione dall’ambiente esterno dirigendola verso l’interno.

6)   Dhyāna è un termine sanscrito che letteralmente significa meditazione. Dalla traslitterazione della parola Dhyāna nell’ambito delle Filosofie orientali derivano i termini Chan, in cinese e Zen, in giapponese.

Al principio, quando iniziamo la ricerca, si rivolge l’attenzione verso l’oggetto della venerazione. Questo modo di agire è chiamato “Dhyana”.

7)   Il termine Dharana indica la capacità di attenzione, diventare tutt’uno con quello che si sta facendo, con un oggetto esterno o interno.  Il Dharana è il passo successivo al Dhyana,  in cui si mette in azione tutto il proprio sforzo. Proprio questo è il dramma delle persone che non sono realizzate. Per loro è una specie di faticoso tentativo, mentre per un’anima realizzata è una realtà. Dunque, all’inizio ci deve essere questo primo passo, Dhyana, e poi Dharana. Qualcuno lo fa rivolgendo la propria attenzione a ciò che ha forma.

8)   Per Samadhi si intende uno stato di coscienza superiore: è l’unione con Paramatma, l’unione dell’anima individuale con l’Anima universale. Si può individuare con uno stato d’essere equilibrato, raggiungimento del benessere totale, tramite un percorso che porta ad uno stato di profonda realizzazione. Per fortuna oggi è possibile arrivare  subito al massimo livello; si evita tutto il resto e si raggiunge quel che si chiama Nirvichara Samadhi (consapevolezza senza pensieri) , e successivamente Nirvikalpa Samadhi (consapevolezza senza dubbi).

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